Sono stato un mercante dela Serenissima Repubblica, sono stato uno slavo al servizio di Venezia, sbirro in terraferma.
Prima ero un mercenario morto di peste ai confini dei Grigioni, e prima ancora un soldato francese al servizio dello stato pontificio.
Sono sbarcato da navi di legno veloce per razziare e mi chiamavano "moro".
Sono stato un marrano in Ispagna, normanno in Sicilia, e prima ancora servo della gleba e monaco in una abbazia quando l'impero si dissolse definitivamente.
Ero al seguito di un re barbaro che trattava con Roma per non assalirne i confini, e soldato romano quando conquistavamo il mondo conosciuto.
Ero sulle navi cartaginesi decenni prima che Annibale varcasse le Alpi, così come ero su quelle greche e fenicie.
E potrei tornare indietro di millenni quando vagavo raccogliendo quel che trovavo e mangiando erbe e carogne di animali morti, prima di imparare ad uccidere.
E con tutto questo sangue mischiato e contaminato e rigenerato non ho memoria di essere mai stato padano.
domenica 11 settembre 2011
in un'altra vita
sabato 10 settembre 2011
unità di misura
Una femmina di capriolo conduce due cuccioli.
Un uomo compare sul sentiero.
La femmina salta sopra una masiera e si dà alla fuga, mentre i cuccioli restano fermi: troppo piccoli per saltare e incapaci a fuggire.
Dopo poco la femmina ritorna e comincia a correre lungo la masiera, seguita sul sentiero dai piccoli.
La madre corre, i cuccioli corrono, e quando la masiera si abbassa , i piccoli saltano su e fuggono, assieme alla madre, dentro il bosco.
Uomo
Pericolo
Fuga
Cuccioli dove
Dove
Tornare
Dove piccoli
Chiamare
Correre
Correre
Correre
Saltate!
Via!Via!Via!
sabato 3 settembre 2011
una notte in italia
Fermo la macchina a lato della strada bianca.
Abbasso il finestrino.
C'è fortissima puzza di merda.
Mosche: miliardi di mosche fastidiose.
Anche quando ero bambino buttavano la merda nei campi, ma non ricordo tutte queste mosche: con cosa concimano i campi oggi?
Larve di mosche putrefatte che generano mosche zombies che infastidiscono zombies umani.
lunedì 29 agosto 2011
sempre la stessa storia
Lo sappiamo noi che questa merda che mangiamo non è vita, non è niente, niente, non è cibo, non è niente che valga la pena.
Eppure ci stiamo attaccati, con le unghie piantate nella pietra, cercando in ogni modo di produrre endorfine sufficienti a tirare un'altra notte, in bianco o russando, con un'occhio aperto e la mente spenta, un'alba, una mattina, un sole a picco rovente e mortale, una sera sudata e un'altra notte.
E tu stronzo, con quella cravatta da coglione, quel capello pettinato, l'occhiale del mona, nemico del pensiero, tu che cazzo hai da essere contento....
E intanto se ne è andato un'altro pezzo, perso per sempre, vaffanculo.
martedì 23 agosto 2011
che ho detto?
Arrivare: non conosco il significato della parola nè dall'atto.
Del resto, dove?
Più il tempo passa, meno ho voglia di raggiungere qualche luogo: il senso del cammino dovrebbe essere "di" camminare, chè ad ogni passo ne segue un'altro e poi ancora.
Penso talvolta alle mie ragioni e alle ragioni di chi non ha ragione e altrettante volte mi chiedo perchè ho ragione (io ?).
A forza di pensare e ripensare, si svuota il pensiero di significato: è una mancanza di intelligenza? La somma di tanti pensieri dovrebbe esprimere intelligenza? Cos'è l'intelligenza? Trovare un filo logico nel vortice di intuizoni? O questa è solo la legge della relatività de noantri?
E infine quello che capisci è davvero quello che ho detto?
domenica 21 agosto 2011
nemici
Chiacchiere vuote masticate per cena.
Ognuno di loro è nascosto dietro l'indice, un' occhio chiuso e uno che non guarda.
Bendati, come muli su sentieri di montagna: lo sguardo sull'abisso è spaventoso.
Non so capire se siano disperati o stupidi.
Siamo inesorabilmente circondati.
mercoledì 17 agosto 2011
non stare fermo
Ferro rumore freddo rami legno affilato terra sassi vetro plastica fumo.
Inspira! forte! espira! inspira! espira!
Batte il cuore senza fretta.
Rimangono i segni della rovina, l'entropia inarrestabile.
Buio negli occhi, rossa la bocca, il rivolo di sangue salato.
La mia sconfitta è sicura come la morte.
Faccio finta di niente e proseguo.