Territorio

Smrt fašizmu, sloboda narodu!







mercoledì 22 maggio 2013

Memento mori

Si parte.

Un po' più tardi nella mezza stagione,
più  presto d' estate,
che il sole poi picchia
e i gradini da salire son tanti

Da fondovalle si parte
e si sale due ore
tra castagni e noccioli
e erbe profumate
le gambe sciolte
il cuore ricolmo.

Cammina cammina e cammina,
si scollina su un prato
immaginando di esser giunti
ma si è solo cominciato
a percorrere la valle.

Da lì in poi son di nuovo due ore
di salire e scendere
lungo il fianco del monte
tra pietre umide
e gallerie.

E alla fine,
prima dell'ultima salita,
appena fuori dal paese,
appoggiato su un rilievo,
coperto di muschio,
un vecchio cimitero:
"fummo ciò che voi siete
sarete ciò che noi siamo".




 

7 commenti:

  1. mastropietraio23 maggio 2013 02:38

    incantato ...scalfito, dopo tanto, dal percorso letterale e da quello vissuto nell'immaginare...bravo ! Anche se preferisco di gran lunga sprofondare il culo nella paglia, tra le pietre non vuol dire che non apprezzi.

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    1. Rotto il fiato, la fatica scompare Lazzaro :)

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  2. ho scoperto a suo tempo che il mio fiato non si rompe mai....mi crea giusto qualche problema :P

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  3. E' ovvio... Bravo davvero.............incantevole descrizione..Sarete cio' che noi siamo ..
    Purtroppo o per fortuna... Chi lo sapra' mai'??

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  4. purtroppo le parole che scrivo non descrivono sufficientemente quel che vorrei dire. rimane il memento, quello sì.

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    1. ....ma se morì?! :'( ....anche visto come ricordo non torna: se muore che ricordo e'?....sito?

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