Territorio

Smrt fašizmu, sloboda narodu!







lunedì 26 dicembre 2011

Gli infami

Hai percorso la tua strada, sempre la stessa, per tutta la vita e l'hai chiamata "l'unico mondo possibile".
Sei stato spietato, avido, perso nella nebbia del progresso, ignorante del resto del mondo, spaventato da ogni minima diversità, carnefice dei tuoi genitori e figli.

Mi guardi come si guarda un "ritardato", mi compatisici e mi dici convinto che non c'è nulla da fare, che le cose vanno così, così son sempre andate e così andranno sempre, e io ti guardo e ti credo, perchè per te le cose, effettivamente, sono andate così, e così andranno sempre.

Ma mentre ti ascolto, vedo il tristo mietitore al tuo fianco con la mano posata sulla spalla e la falce in mano.
Quanto ti resta da vivere? Cinque, dieci, quindici anni?
Pensaci, stronzo, se vale la pena di sprecare quest'ultimo minuto di vita senza un pensiero diverso, ad accumulare denaro che lascerai su questa sponda del fiume, assieme alla rovina e al saccheggio a cui hai partecipato.

La tua generazione è la peggiore di sempre: per voi nessuna pietà.

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domenica 25 dicembre 2011

Fortuna che natale è finito

T'alzi col mal di stomaco, rimuginando se siano state le tre bottiglie di vino bevute a cena la vigilia (non da solo ovviamente) o un residuo di ansia lavorativa o la testa del pancreas che picchia contro il fegato probabilmente ingrossato da disordini alimentare, di vita e mentale di cui non riesci a liberarti.

Sono i prodromi di una giornata dove ogni cosa che fai è sbagliata.

Di natale non ti frega, anzi, lo trovi fastidioso, con quelle luci spazzatura alle finestre o lungo le ringhiere delle scale o tese da un lato all'altro della strada, gli alberi di plastica, gli auguri, i baci e le strette di mano che tu vorresti dire ma guarda che io non sono cristiano per cui non mi fare gli auguri, ma poi è un casino e tutti si aspettano che tu apprezzi gli auguri e alla fine prendi 'sta mano e la stringi e va bon...cazzo è andata così, e la pace nel mondo e gli occhi dei bimbi e siamo tutti più buoni un par di palle (che luccicano appese all'albero di plastica di cui sopra).

Però i regali tocca farli perchè i figli qualcosa si aspettano cazzo e tu mica sei un mostro senza cuore. Però anche qui fai la tua cazzata. I regali sono in numero disuguale...cioè un figlio ha dei regali in più, hai sbagliato i conti...robe da sprofondare.

Mi è anche caduta in terra la macchina fotografica con cui stavo scattando in giardino e si è rotto l'obbiettivo....

Speriamo che i Maia abbiano ragione.

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sabato 24 dicembre 2011

freddo

Il cielo è limpido,
la luna una curva sottile.

L'olfatto è un viaggio nel tempo.
Stesso odore nell'aria,
stesso buio
illuminato da qualche raro lampione,
stesso gusto per arrivare.

Le luci si spengono e la strada entra nel bosco.
L'ultima casa accogliente aspetta.
Un fuoco chiama a scaldarsi.

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venerdì 23 dicembre 2011

resta là

C'è un limite oltre il quale non ti puoi avvicinare.
Si chiama spazio prossemico.
Se non lo rispetti, non rispetti me.
Se lo invadi senza accorgertene, sei un cafone.
Se te ne accorgi e ciononostante avanzi, sei un prevaricatore.
Mi costringi a pisciare negli angoli, come i cani che marcano il territorio.
Attento, al prossimo passo dovrò azzannarti alla gola.


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giovedì 22 dicembre 2011

parassiti

Cammino a ridosso dei muri, lo sguardo fisso davanti a me, per non vederli e non pensare che l'unica cosa che rimane è sopravvivere agli zombies, a chi li ha evocati.

Le parole che dico formano una lingua aliena che passa silenziosa e inascoltata tra un prosecco e uno spritzone, una birra e un rutto, una scoreggia e una bestemmia e l'ultima macchinina comperata a strozzo, una pista e una pasta.

Forse hai ragione tu quando mi dici che, a capire, occorre arrivarci per ragionamento e non per fame, ma non riesco a non augurare la fame a questi figli di maria e cugini del grande fratello.

E tu a insistere che come i neanderthal dell'età della pietra, questi di oggi sono residui colpi di coda dell'età della merda.

Invece a me sembrano più veri che mai.
E sempre più voraci.

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martedì 20 dicembre 2011

verso casa

Novembre in ritardo.
Fino a ieri le piogge hanno riempito i fossi e le rogge, ed oggi il vento ha spazzato via nebbia e fumo e portato scintille gelate di inverno.

Guidando, dietro le luci arancioni di una zona industriale e i fari sparati su insegne sei per quattro, riesco a vedere le stelle.

Fa freddo.
Le mani sul volante, il cappotto allacciato, la strada scorre veloce così come scorrono rapidi i pensieri.

Sento voci che chiamano, nell'aria stranamente pulita.
Fra poco sarò di ritorno, tienmi in caldo il tuo cuore.

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domenica 18 dicembre 2011

cibo?

Da dove cazzo arriva l'insalatona?
Tonno, mais, olive, capperi, mozarella, uova, CUORE DI PALMA!!!(ma che cazzo è il cuore di palma?).
Di peggio penso che ci sia solo il panino caldo col prosciutto crudo scaldato assieme al pane....oh...il crudo caldo...ma cazzo è cotto!!
Si chiama crudo e tu me lo hai cotto!!!
Barista del cazzo ti devono togliere la licenza!!
Ma cazzo, possibile che non si riesca più a mangiare un panino NORMALE?
Pane fresco e mortadella, o prosciutto cotto, o pancetta, o coppa, o formaggio e un cabernet, chiedo troppo?
Devo bere per forza quella schifa dolce arancio prosecco di infima provenienza tagliato medio-alcolico colorato che costa 50 cents e lo fai pagare 5 euros?
Ma vaffanculo te e l'happy hour.

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sabato 17 dicembre 2011

Pubblicità progresso

Il tuo culo non è un bene comune, difendilo.

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giovedì 15 dicembre 2011

Ora di merda di una notte insonne.

Nodo allo stomaco per centoun motivi diversi.
Sempre più fatica.
Sempre più pesi.
Sono incatenato a un remo, imprigionato nella vita.

Dietro le sbarre di questa galera spunta l'alba.
Oramai è mattina.
Fra meno di un'ora tocca alzarsi.
Oggi sarà dura.

Si aggiunga che sono anni che nessuno sta più in silenzio.

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domenica 11 dicembre 2011

ama il prossimo tuo

Ira è il mio nome, per le tutte le volte che mi avete imbavagliato per non disturbarvi l'ascolto del calcio minuto per minuto.

Rabbia è il mio nome, per tutte le lacrime che ho ingoiato quando guardavate divertiti mentre mi buttavano fuori dal bar per non consumare abbastanza.

Odio è il mio nome, per quando i vostri figli raccomandati hanno preso il mio posto di figlio di nessuno.

Poi il tempo è passato e ho imparato ad attraversare il vostro giudizio e ho comprato una cravatta nuova per provare ad affrancarmi, ma purtroppo per voi non serve a niente: mi pende dal collo come pende l'impiccato dal cappio.

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giovedì 8 dicembre 2011

grappa bocchino

A ben vedere, quello che costruiamo, il senso, la direzione che diamo alla nostra vita è un tentativo di riparare guasti accaduti, da noi provocati o subiti o di cui siamo stati testimoni in passato.
Volti perduti, persone amate o odiate chissà per quale motivo, nomi che riaffiorano, capitoli di un libro che ognuno scrive e legge in modo diverso.
Non esiste riparazione.
La vita non è scritta a matita.

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mercoledì 7 dicembre 2011

via crucis

Oggi ottocento, mille domani, più altri ancora il giorno dopo.
Chiude una fabbrica, fallisce un'altra, un'altra delocalizza, una vende.

Come a Buffalo Bill, ti presentano i tuoi cinquant'anni, ma senza contratto col circo a girare l'Europa.
Niente da firmare, niente alternative, niente da immaginare.
Hai perso smalto, vista, denti, capelli e ti trovi a competere con ragazzini che potrebbero essere tuo figlio e, finalmente, ti chiedi:"che senso ha"?

Nel primo mistero doloroso si contempla l'arrivo della cassa integrazione, nel secondo la procedura di mobilità, nel terzo resti da solo a mangiare antidepressivi per colazione pranzo e cena e infine ti appendi perchè ti vergogni e non sai più che cazzo fare per portare a casa due lire e la pistola non ce l'hai e il suicido assistito non te lo puoi permettere.

Così, come la morte, ti appare ineluttabile il futuro.

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martedì 6 dicembre 2011

Addii

Lunghi aghi piantati nella memoria.
Brucio vecchie foto che il tempo deteriora.
Fonte di dolore: prega per te stesso.
Per quanto mi riguarda sono autosufficiente.

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venerdì 2 dicembre 2011

sogno o son desto?

Stai per un po' senza guardare arma fine di mondo e quando ti ci affacci di nuovo, ti sembra impossibile di vedere tante facce di merda tutte insieme e tutte di seguito a spiegare l'inessenza e a rubare il pane dalle nostre bocche di spettatori imbecilli.
E' come rientrare nella realtà cazzo! Tu ti illudi che le cose cambino, invece ti eri solo disconnesso per un periodo.
Ricomincia l'incubo.

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giovedì 1 dicembre 2011

Renato

Muso di animale
Faccia di bambino rugoso
Bocca a buco di culo
Pappagorgia flaccida
Si guarda allo specchio
Si vede bello
Vomita bla bla bla
Vecchio coglione pieno di sè

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mercoledì 30 novembre 2011

Happy end

Vivo barricato in un luogo esattamente al centro della mia coscienza.
Pensieri neri sparsi attorno in una specie di assedio.
Picchiano alla porta, grattano alle finestre.
Ad un certo punto uno si accorge di vivere dentro un B-movie.
Fortuna che prima o poi arrivano i titoli di coda.

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domenica 27 novembre 2011

dprex

non funziona
non ho tempo non ho scuse non ho voglia
la mia capacità di contenimento s'è esaurita
lentamente accelero verso l'entropia

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mercoledì 16 novembre 2011

allegria

ti alzi che è buio
occhi gonfi, stomaco chiuso
spari di cacciatori rompicoglioni
caffè macchiato alba,
giornale radio, notizie di merda ed esperti di niente
governo tecnico, stomaco rappreso
doccia, calda fredda calda fredda giusta (cfr. Shampoo Gaber),
figli che corrono,
apro i ricoveri delle bestie,
tuttoaposto?
cazzivariedeventuali
chiudo casa
monto in macchina
fra dodici ore sarò di ritorno
le lunghe giornate d'autunno passano in un lampo.

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martedì 8 novembre 2011

un giorno intero

Piovono pomeriggi d'ansia.
Ho un profondo abissale buio dentro.
Carenza d'endorfine.
Se questa nebbia non si disperde.
Se questi crampi non m'abbandonano.
Finirò divorato.

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Festa

Vedo uomini e donne che si allontanano come galassie nell'universo.
I ritardi dilatano le parole e gli eventi.
Le ferite saranno insanabili e le scuse inutili.

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domenica 6 novembre 2011

riti tribali

ci sono uomini che non sono miei fratelli
ci ho parlato ed ho misurato la distanza che ci separa
sentiamo vediamo parliamo annusiamo in modo diverso e ci disprezziamo a vicenda
non c'è possibilità di aprire porte chiuse dalla merda depositatasi in diecine e diecine di anni
sono nemici miei e dei miei
stasera ho ben chiaro che niente ci salverà da costoro
e le conseguenze mi spaventano

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venerdì 4 novembre 2011

Dalla parte sbagliata

Per capire cos'è la sottomissione devi aver ingoiato merda ogni giorno per giorni e giorni e mesi e anni.
Devi aver masticato ribellione contro un nemico dieci cento mille volte più potente di te, sviluppando anticorpi al virus dell'omologazione, riaffermando ogni giorno la tua diversità, accumulando rabbia e coscienza da usare negli anni a venire, ogni volta che serve, a favore di chi ne ha bisogno.
Per capire l'istituzione bisogna esserci vissuti dentro.

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martedì 1 novembre 2011

addio

Non voglio più parlare con te.
Non voglio passare le serate a sentire un vecchio rimpiangere il sessantotto o il settantasette o, (perchè no? già che ci siamo!) il tempo in cui spaccava le noci a colpi di ciccio.

Hai perso, se mai l'hai avuta, la capacità di respirare l'alito del momento.
Adesso stai zitto per favore, che di sfiga ne vedo già a sufficienza se solo mi guardo attorno.
Non ho bisogno dei tuoi se e dei tuoi ma e nemmeno dei tanto è così.

Ti vedo e ti lascio raggomitolare su te stesso e morire tristemente, pieno di rancore, mentre fuori un mondo ribolle di giovani entusiasti innamorati.

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lunedì 31 ottobre 2011

consigli per gli acquisti

sei precario con contratto in scadenza?
sei disoccupato?
vuoi ciononostante aiutare il tuo paese contribuendo alla crescita del PIL?
hai mai considerato il suicidio?
l'indotto del tuo funerale verrà incluso nell'indice del benessere...

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domenica 30 ottobre 2011

torno ad altro

Quando scrivo con dita incerte su questo schermo, tra un cut e un CtrlX, mentre le dite si muovono dislessiche, mi accorgo che sto per mostrarti un pezzo del mio cuore anestetizzato.

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tra amici

Stronzo.
Guardiamo le stesse rappresentazioni televisive del mondo, ascoltiamo le stesse notizie, leggiamo gli stessi fogli di carta igienica, ascoltiamo gli stessi loop audio, guardiamo bocche muoversi e sentiamo suoni che ci spiegano chi siamo, come viviamo, perchè consumiamo e come moriamo.

Stronzo, guardami.
Sembriamo merluzzi incartati nella plastica.
Uguali uno all'altro.
Persino l'occhio vitreo ci omologa.
Viviamo in funzione delle vanità nostre e delle altrui furbizie.
Riconosciamo autorità solo a chi ha in mano il fucile.

Guardami stronzo.
Apri gli occhi, spalanca la bocca, parlami di qualcosa che ti interessa davvero.

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venerdì 28 ottobre 2011

freddo

La scorza si indurisce.
Passi e distogli lo sguardo.
Non vedi, non senti e ti allontani.

Non mangi più per fame.
Non ti vesti più per il freddo.
Non vieni più, a piedi, da me.

E non aspetti il mattino per sentire il silenzio.
La notte è attesa di niente.
Il giorno è il deserto.

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martedì 25 ottobre 2011

2011 quasi 2012

immagino l'inferno sia un vuoto totale
niente vista,
niente udito, tatto, gusto,
nè nebbia nè buio nè luce
niente risate,
niente passioni,
niente lacrime,
niente pulsioni di morte,
niente odio,
niente grida nè sussurri
niente ti amo,
nè parole del sèn fuggite che richiamar non vale.

Niente di niente di niente tranne, in un angolo, un distributore automatico di caffè a 35 centesimi.

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giovedì 20 ottobre 2011

l'uomo che uccise liberty valance

Irrompe inattesa cavalcando le onde, mentre imbrunisce e tu guidi sotto la pioggia verso casa.
Squarcia il cielo sopra i cavalcavia tra nubi nere e sbuffi di fumo grigio e oscura i pensieri e li incendia.
Si può essere ricordati per un bacio o per una pallottola d'oro.

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lunedì 17 ottobre 2011

estinzione

Bla bla bla bla quanto vomito e quante parole di merda.
Parlate di tutto, su tutto.
E tutti dicono tutto.
Col cervello in stand by e la lingua che lecca la terra e il culo.
Sputate suoni e isterie e qualcuno si frega le mani le mani perchè il resto se lo è fregato da tempo.
Nessuno ascolta.
Nessuno vuole ascoltare.
Avete tutti tutti in tasca, nessuno escluso, una verità e una ragione di merda.
Ma andate affanculo.
Spengo la luce su tutti voi.
Genere umano di merda nessuno escluso.

Nessuno si salvi!

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mercoledì 12 ottobre 2011

per opportuna conoscenza

sono l'uomo minimo
sono l'uomo vuoto
sono l'uomo immagine
sono l'uomo vanitoso
sono l'uomo narciso
sono l'uomo disponibile
sono l'uomo disposto
sono l'uomo che tace
sono l'uomo omertoso
sono l'uomo cattivo
sono l'uomo zio
sono l'uomo nero
sono l'uomo assassino
sono l'uomo vigliacco
sono l'uomo pavido
sono l'uomo servile
sono l'uomo ipocrita
sono l'uomo muto
sono l'uomo scimmia
sono l'uomo che spreca
sono l'uomo inutile
sono l'uomo medio
sono l'uomo mediocre
sono l'uomo sordo
sono l'uomo che dorme
sono l'uomo cieco
sono l'uomo giudice
sono l'uomo boia
sono l'uomo servo
sono l'uomo giusto
sono l'uomo infallibile
sono l'uomo che non chiede
sono l'uomo predatore
sono l'uomo noioso
sono l'uomo ascellare
sono l'uomo arrogante
sono l'uomo gutturale
sono l'uomo piscione
sono l'uomo bambino
sono l'uomo egoista
sono l'uomo profumato
sono l'uomo di gomma
sono l'uomo di pezza
sono l'uomo inanimato
sono l'uomo solo
sono l'uomo morto

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lunedì 10 ottobre 2011

Il club

Aspetti e aspetti e ti guardi attorno cercando l'occasione, e aspetti e aspetti e aspetti e aspettando ti addormenti e quando ti svegli sei appena morto.

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sabato 8 ottobre 2011

parte seconda

La vita fugge via così veloce che le mie lacrime non bastano per starle appresso.

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venerdì 7 ottobre 2011

L'intelligenza è un bene comune

Troppi messaggi dalla parte sbagliata.
Centinaia ogni giorno.
Migliaia ogni mese.
Una vita di scintille piezoelettriche, si adagiano nei recettori cerebrali.

Così il cervello ha smesso di produrre le sue proprie endorfine naturali.
Parole annegate nel niente, come il gelato dentro il caffè.





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mercoledì 5 ottobre 2011

proseguendo

se vado avanti così, tra poco comincerò a scrivere i bigliettini dei baci perugina

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martedì 4 ottobre 2011

portando indietro il discorso

Si dà anche fa fare.
In effetti potremmo collocarla, leggermente al di là di.
Odia i centri commerciali, non ama macchine,  asfalto e inquinamento.
Non fuma, beve poco, pratica sport , le piacciono i cavalli e gli animali.

Però poi li ammazza.

E' cibo.
Sono soldi e c'è tanto da fare.

La visione mercantile della vita uccide la possibilità di condividere.



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sabato 1 ottobre 2011

luci

Casualmente ogni tanto capita di guardare o ascoltare o leggere qualcosa di bello o di veramente bello.

L'incontro con la bellezza mette in moto ricordi e accende sentimenti.
Le cose belle ci elevano dal grigiore quotidiano in cui ci siamo imprigionati da soli.

Ci fanno intravedere il cielo.
Ci illuminano di sole caldo.
Ci rendono fratelli nella sorte.

Ecco cosa dovremmo fare.
Ecco il senso di quello che facciamo.

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Di cosa ho (non) bisogno.

Non voglio ripetere lo stesso concetto mille volte.
Ad esempio, proprio ora, mente ascolto voci dei morti, mi trovo a ridire parole già dette.

Non è colpa mia: se qua si contiuna con la solita merda, e a me saltano in bocca le parole solite.

Il problema, e anche questo l'ho detto in qualche altro momento, è che mi piacerebbe immergermi in pace dentro me stesso: ho poco tempo da dedicare a questo sport e quasi nessun luogo in cui farlo.

E quindi mi secca ogni volta che escludo il cervello da stimoli esterni, essere raggiunto da questi rumori che vorrebbero essere parole e sono fischi e rutti e scoregge e grugniti.

Mi inseguono come ti insegue la "civiltà" quando te ne vuoi allontanare con frizzi e lazzi e canti sguaiati e  balli dozzinali e porcate.

E'  il vuoto, è l'orrore.
Ecco cos'è.

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lunedì 26 settembre 2011

carogna

Ci sfiora continuamente,
ci tocca,
ci blandisce,
ogni giorno,
ora,
minuto.

Fingi che non esista,
ma se presti attenzione
ne annusi l'alito
ascolti il fruscio della veste
ne intravedi la forma.

Un'immagine inimmaginata,
inattesa,
la rivela
chiaramente.

E, nonostante il terrore,
o forse proprio per quello,
la carogna,
infine,
ci rende tutti eroi.

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domenica 25 settembre 2011

Affonda

Incredibile! Si leva da destra un coro di ectoplasmi (maschi e femmine) indignati per la nomina di Nicole Minetti a Consigliere Regionale avvenuta quasi due anni or sono.

Parlamentari e consiglieri regionali (donne) della destra, si ritrovano a Cortina (mica a Camazzole di Brenta...) e si affrettano (hahahaha affrettano! ahahaha!) a marcare la differenza tra loro stesse, novelle mariegoretti e la perfida popputa Salomè.

Alemanno, annuncia che il suo nome è mai più. Mai più poppe nel listino bloccato di Formigoni (che peraltro, non sapeva, non c'era e se c'era non c'era).

Tutti moralisti e verginelle adesso.
Ipocriti che mangiano del pasto dei servi e sputano nel piatto di servi.

La nave affonda, si buttano a mare i compagni di viaggio per alleggerire il carico.

Troppo tardi

E tanti saluti agli squali.

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sabato 24 settembre 2011

guidando all'inizio del fine settimana

Guardo lo specchietto retrovisore
Facce da "The Simpsons": stesso colore e espressioni del viso.

Guardo le vostre faccie gialle e vi odio, stronzi che mi fate pagare il vostro appetito smodato, la vostra incapacità di darvi dei limiti, la vostra mancanza di cultura, la vostra arroganza, la vostra barbarie, il vostro diritto a calpestare gli altri.

E tu stronzo, perchè cazzo mi sati attaccato al culo con la tua macchina di merda e i fanali lampeggianti.....

Ma cazzo...come posso odiare così, con questo trasporto e godimento, uno che non ho mai visto prima, di cui non so nulla.

Forse anche lui, anche lei, sta pensando quello che penso io, forse anche lui, anche lei si guarda attorno e odia tutti, in un delirio nevrotico e banale, prigioniero-guidatore-consumatore di kilometri e gasolio nella tangenziale-Guantanamo giornaliera.

E, ribaltando la prospettiva, guardando le cose con attenzione, forse riuscirei-riuscirebbe anche io-lui-lei a osservare e capire che, noi tutti, assieme alle nostre nevrosi e casuali caotiche traiettorie, stiamo concergendo verso lo stesso punto di arrivo.

Allora lo vedi che tutto questo agitarsi, questa desiderio avido di possesso è banale, inutile, snervante, controproducente.

Lo vedi che l'unica consolazione è la speranza di vivere, fosse anche alla fine di tutto, un secondo, un lampo di reale consapevolezza nel quale il senso di tutto questo si disveli.

Porcatroia.

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mercoledì 21 settembre 2011

così sia

Il tempo trascorso, il cambiamento, la consapevolezza che gli eventi accaduti negli ultimi mesi son stati determinati anche da altri, che possono fare e fanno quel che non faccio io e, all'opposto, l'inutilità del parlare ad orecchie chiuse e del mostrare ad occhi spenti, producono un miscuglio di emozioni dove l'eccitazione e l'apatia appiattiscono il grafico umorale in una specie di fusione omologante.

Ne ottengo una specie di calma in cui si annegano o si innalzano meno picchi e qualche abisso.

Per rimanere umano mi chiamo da lontano, mentre cammino sopra un muro diroccato e caldo di sole estivo, mi aggrappo ai rami e mi nascondo tra l'edera, mi muovo sospeso e riemergo.

Ho spento la luce e acceso un livello di comprensione separato.
Mi ricordo di quello che posso fare e decido.

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venerdì 16 settembre 2011

neofiti, combattenti e reduci

Ogni nuovo nato parte carico di entusiasmo e di verità.

Inutile parlare: è evidente che gli errori altrui servono, eventualmente e sporadicamente, solo agli altri (se fossero nostri servirebbero eventualmente e sporadicamente a noi, sempre che fossimo in grado di riconoscerli ed evitarli, dopo).

Degli errori altrui non si tenga dunque conto.

Si lasci trascorrere il tempo sufficente a commettere noi stessi gli errori altrui, si lascino appassire gli entusiasmi, si investano energie in fatiche e si raccolgano le poche rare effimere soddisfazioni che si riesce ad ottenere.

Gli umani sono troppo stupidi per condividere e, alla fine, rimarremo pochi ultimi resistenti indios con la cerbottana e il curaro a combattere le lingue biforcute e l'acciaio degli invasori.

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lunedì 12 settembre 2011

fiori

L’erica sulla tomba di mia mamma è stata sradicata.

Il terreno cedeva e il comune ha deciso che le persone seppellite in quell’area devono essere riesumate e spostate.

Quasi come se fosse un’evacuazione di persone vive, come le tante che abbiamo visto in diretta alla televisione, ma con più calma, senza l’urgenza pressante dell’uragano o dell’inondazione in arrivo, perché, in fondo, se anche si tarda un po’, non muore nessuno.

Non passo quasi mai per il cimitero. Troppe cose da fare e poco tempo da dedicare ai ricordi e ai nodi in gola. Meglio sdrammatizzare e scherzarci sopra.

Così, ho preso l’erica sradicata e l’ho caricata in macchina, con terra e radici e l’ho piantata in un triangolo di terra dietro casa.

Ma come mai questa voglia di piangere...

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domenica 11 settembre 2011

in un'altra vita

Sono stato un mercante dela Serenissima Repubblica, sono stato uno slavo al servizio di Venezia, sbirro in terraferma.
Prima ero un mercenario morto di peste ai confini dei Grigioni, e prima ancora un soldato francese al servizio dello stato pontificio.
Sono sbarcato da navi di legno veloce per razziare e mi chiamavano "moro".
Sono stato un marrano in Ispagna, normanno in Sicilia, e prima ancora servo della gleba e monaco in una abbazia quando l'impero si dissolse definitivamente.
Ero al seguito di un re barbaro che trattava con Roma per non assalirne i confini, e soldato romano quando conquistavamo il mondo conosciuto.
Ero sulle navi cartaginesi decenni prima che Annibale varcasse le Alpi, così come ero su quelle greche e fenicie.
E potrei tornare indietro di millenni quando vagavo raccogliendo quel che trovavo e mangiando erbe e carogne di animali morti, prima di imparare ad uccidere.

E con tutto questo sangue mischiato e contaminato e rigenerato non ho memoria di essere mai stato padano.

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sabato 10 settembre 2011

unità di misura

Una femmina di capriolo conduce due cuccioli.
Un uomo compare sul sentiero.
La femmina salta sopra una masiera e si dà alla fuga, mentre i cuccioli restano fermi: troppo piccoli per saltare e incapaci a fuggire.
Dopo poco la femmina ritorna e comincia a correre lungo la masiera, seguita sul sentiero dai piccoli.
La madre corre, i cuccioli corrono, e quando la masiera si abbassa , i piccoli saltano su e fuggono, assieme alla madre, dentro il bosco.

Uomo
Pericolo
Fuga
Cuccioli dove
Dove
Tornare
Dove piccoli
Chiamare
Correre
Correre
Correre
Saltate!
Via!Via!Via!

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sabato 3 settembre 2011

una notte in italia

Fermo la macchina a lato della strada bianca.
Abbasso il finestrino.
C'è fortissima puzza di merda.

Mosche: miliardi di mosche fastidiose.
Anche quando ero bambino buttavano la merda nei campi, ma non ricordo tutte queste mosche: con cosa concimano i campi oggi?

Larve di mosche putrefatte che generano mosche zombies che infastidiscono zombies umani.

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lunedì 29 agosto 2011

sempre la stessa storia

Lo sappiamo noi che questa merda che mangiamo non è vita, non è niente, niente, non è cibo, non è niente che valga la pena.
Eppure ci stiamo attaccati, con le unghie piantate nella pietra, cercando in ogni modo di produrre endorfine sufficienti a tirare un'altra notte, in bianco o russando, con un'occhio aperto e la mente spenta, un'alba, una mattina, un sole a picco rovente e mortale, una sera sudata e un'altra notte.
E tu stronzo, con quella cravatta da coglione, quel capello pettinato, l'occhiale del mona, nemico del pensiero, tu che cazzo hai da essere contento....
E intanto se ne è andato un'altro pezzo, perso per sempre, vaffanculo.

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martedì 23 agosto 2011

che ho detto?

Arrivare: non conosco il significato della parola nè dall'atto.
Del resto, dove?
Più il tempo passa, meno ho voglia di raggiungere qualche luogo: il senso del cammino dovrebbe essere "di" camminare, chè ad ogni passo ne segue un'altro e poi ancora.

Penso talvolta alle mie ragioni e alle ragioni di chi non ha ragione e altrettante volte mi chiedo perchè ho ragione (io ?).

A forza di pensare e ripensare, si svuota il pensiero di significato: è una mancanza di intelligenza? La somma di tanti pensieri dovrebbe esprimere intelligenza? Cos'è l'intelligenza? Trovare un filo logico nel vortice di intuizoni? O questa è solo la legge della relatività de noantri?

E infine quello che capisci è davvero quello che ho detto?

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domenica 21 agosto 2011

nemici

Chiacchiere vuote masticate per cena.
Ognuno di loro è nascosto dietro l'indice, un' occhio chiuso e uno che non guarda.
Bendati, come muli su sentieri di montagna: lo sguardo sull'abisso è spaventoso.
Non so capire se siano disperati o stupidi.
Siamo inesorabilmente circondati.

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mercoledì 17 agosto 2011

non stare fermo

Ferro rumore freddo rami legno affilato terra sassi vetro plastica fumo.
Inspira! forte! espira! inspira! espira!
Batte il cuore senza fretta.
Rimangono i segni della rovina, l'entropia inarrestabile.
Buio negli occhi, rossa la bocca, il rivolo di sangue salato.
La mia sconfitta è sicura come la morte.
Faccio finta di niente e proseguo.


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lunedì 15 agosto 2011

a ognuno il proprio fashion

Presentata oggi a Malò la nuova collezione legna autunno inverno 2011-2012
La nuova collezione è realizzata prevalentemente in "Cassia", Rovere e Carpine che ben si adattano alla "grande cucina economica", irrinunciabile accessorio di tendenza per il prossimo inverno.

Accenni di Castagno e Nocciolo arricchiscono la collezione completandola con ciocchi per camino e ramaglie per l'accensione della "fornela", mentre le sempre sbarazzine  "fassine"  le danno un tocco di sfavillante divertissement.

Assolutamente glamour il profumo di foresta muschiata dei (due) modelli in passerella

Colonna sonora degli immarcescibili chainsaw & transporters.

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domenica 14 agosto 2011

Organi

E' in arrivo sul binario principale il gran salasso.
Gli Italiani toccati nel proprio organo più delicato, il portafogli, si incazzano sulla batigia e al bar, tra un gelato e uno spritz.
S'incazzano i piccoli comuni snocciolando numeri credibili da cui si evince che col taglio di tre deputati, i loro costi saprebbero pagati. 
S'incazzano i dipendenti pubblici che mettono la propria tredicesima a garanzia del buon funzionamento del proprio ente (controllato da altri ovviamente).
S'incazzano quelli che col TFR avevano già fatto i conti e adesso tocca aspettare due anni....e intanto che fo?..'ndo li caco i sodli che devo?
S'incazzano gli albergatori che senza i ponti festivi vedono diminuire ulteriormente il flusso turistico (calare i prezzi no eh?)
S'incazzano quelli che i ponti non li faranno più, nemmeno quello sullo stretto hahahahahaha.
S'incazzano quelli a cui, già che ci siamo è stato proposto di regalare cinque giorni di lacoro all'anno all'azienda in cui lavorano (e perchè no? in fondo che cazzo ci fai nel tempo libero? ti annoi! vieni qua con noi a lavorare gratis che contribuisci al PIL)
S'incazzano quelli che pagando più tasse avranno meno servizi.
S'incazzano quelli che se protestano gli chiudiamo facebook and twitter.
.
Si, s'incazzano tutti, ma poi?
Poi restano sulla batigia a mangiare il gelato o al bar a bere il birrino, lamentandosoi che nessuno fa un cazzo e che sarebbe ora di fare qualcosa.

Io, modestamente, non mi incazzo.
Sghignazzo mentre metto le mutande di ghisa, perchè il mio organo più sensibile è il culo.

P.S.
Siccome da venti anni a oggi c'è stata una parte di Italia che non ha avuto cittadinanza in questa nazione, ossia quelli che dicevano no, i retrogradi, i no global, i comunisti, tutti quelli che dissentivano,  io applicherei la finanziaria solo ai Veri Italiani, ossia quelli che dicevano tanti bei si e si sono rotolati beatamente nella cacca liberista e si sono perfino appropriati anche dello slogan con cui si tifava per la nazionale di calcio.
La paghino loro la manovra del loro capo col cuore grndante...che schifo.

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mercoledì 10 agosto 2011

effetti collaterali

Allevano generazioni intere insegnando loro che le merci sono tutto.
Ripetono che consumo e possesso sono la ragione dell'esistenza.
Creano disuguaglianza e tengono quartieri interi nell'ignoranza.
Esibiscono il lusso a chi vive alla giornata.
E poi si meravigliano dei saccheggi.
Dicono che sono ladri e delinquenti senza alcun progetto politico o sociale.
Forse preferirebbero una rivoluzione colta.

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lunedì 8 agosto 2011

ti dico un segreto ma non dirlo a nessuno

Occhi riversi, uno schiocco di dita.
Il destino esplode in pezzi mentre chiami dio, la mamma, un amico, qualcuno, chiunque.

Schegge, piantate sulle dita, per poco tempo, giusto i secondi per rimuovere il fastidio.
Niente di che, e se anche fosse, basta stringere il laccio emostatico,  risate e pensieri indotti attorno al dolore, negare l'evidenza, fermare l'emorragia.

Dormi, spera in sogni pietosi, che è il massimo che potrai avere, perchè i sogni felici sono per chi è già felice.

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domenica 7 agosto 2011

veramente inutili

Un anno fa, ho scritto il primo post d G3RT.
Un anno dopo, un minuto dopo, una vita più avanti, sto steso sul letto, il portatile sulle gambe, le dita che sgambettano.

Vorrei scrivere cosa è cambiato, se.
Definire come, quanto, perchè, dove, in che istante, quali parole e letture e chi, se. Misurare quello che non ho capito nel momento in cui.

Tutto in una sera e in un unico post. Che figata.

Invece, mentre sto, piano piano, a fatica ma con buoni risultati (!?), ampliando la mia percezione, scendendo la scala dell'introspezione, ecco che dalla finestra aperta arriva il techno bum bum del bar sottolà.

NOOOO..porcatroia! Ancora! Anche stasera? Ma che due coglioni!

E così il mio bel post segaiolo si trasforma e diviene invettiva:

Musiche sparate a volumi impossibili, tatuaggi, panze, zeppe, scoregge, brutture, truzzumi, ignoranze esibite, stridio di sgommate screeeeech, rombi di motori brum brum roarr, fuochi e mortaretti per il popolo pum pum tam tam tam rtatatatatatata ohhhhhhh, cani che abbaiano, strilli, sudori, odori.
Questo branco non ha coscienza, non pensa, non agisce, ingoia pastiglie o si fà di coca o beve e poi spacca il cazzo al mondo con la presunzione di averne diritto e facoltà, si agita, strepita, sorride al vuoto col bicchiere in mano, parla a vanvera, delira, mangia la stessa merda (così crede, l'illuso, ma se anche fosse sempre di merda si tratta) che s'usa mangiare in qualche posto cool.
Tra spritz(s) e happy hour(s) e techno sparata a manetta per rompere il cazzo a chi scrive, questo branco è l'orchestra scordata sul ponte del transatlantico che affonda.

P.S.
Scordata non sta per dimenticata.

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venerdì 5 agosto 2011

niente paura

Negli ultimi 20 anni siamo entrati in 5 guerre (vado a memoria, potrebbero essere di più), abbiamo assisitito all'eleiminazione dello stato sociale (quel poco che potevamo permetterci in questo paese a conduzione familiare), alla riduzione degli spazi sociale e politici, ci siamo lasciati riempire le teste e le panze di merda a buon mercato, abbiamo applaudito alla rapina della scuola pubblica, abbiamo permesso che la precarietà e il ricatto diventassere la norma, abbiamo dormito il sonno degli stupidi.

E mai che ci siamo spaventati.

Come struzzi con la testa piantata per terra, abbiamo lasciato che qualcuno facesse i cazzi suoi a nome nostro.
Adesso qualcuno semina il panico tra gli italiani: i titoli di stato, la borsa, la BCE, Tremonti, il default e  l'ultima delle ultime cazzate: il pareggio di bilancio in costituzione.
Io non ho soldi in banca, non ho titoli, non gioco in borsa, non vivo di fuffa, non rubo, non traffico, non faccio affari.
Io vivo affittando il mio cervello in cambio di un salario e non ho paura del crollo della borsa nè della crisi finanziaria: ho abbastanza poco da perdere e molto da vedere con interesse nel crollo dell'impero.

Mi fa paura invece la stupidità umana e l'inerza con cui ci trasciniamo, aspettando che altri decidano quanti di NOI nel mondo dovranno morire, per pagare il loro gozzovigliare, il loro cinismo e la loro ostinazione.

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martedì 2 agosto 2011

medicine per l'anima stanca

Quando sono stanco, la banalità dell'esistenza mi è così evidente che rischio di rimanere in apnea per un tempo indefinito.
Sono inquieto e mi annoio e non riesco a mettere in fila uno straccio di sentimento umano, un pensiero accettabile o un barlume di intelligenza.

Sto lì a ciondolare, abbruttito, in overdose da che palle, convinto che la vita è fatta di momenti fini a se stessi e che non vale la pena di fare un cazzo, tanto non serve a niente.

In questi casi, per squotermi, mi metto davanti alla tv e guardare qualche programma di merda.

Più è di merda e più lo guardo, e insisto e resisto, fino a quando mi cominciano a fumare i coglioni e dalla bocca mi escono, quasi senza che me ne accorga, bestemmie e improperi.

Ed ecco che ritrovo lo smalto perduto e la voglia di uscire di casa con un grosso palo in mano.

P.S.
I TG funzionano benissimo, ma in alternativa si può cercare una foto di Matteo Renzi sul WEB.

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domenica 31 luglio 2011

autobugie

Non sarà la tua vacanza alternativa a cambiare il mondo, non il fatto che deciderai di mangiare seitan il martedì, non l'attivismo bulimico sui social network, non la musica più o meno incazzosa che ascolti, non le parole d'ordine che ripeti al tuo specchio, non l'acqua di rose che scambierai per sangue.
Non cambieranno il mondo la ripetizione di rituali inconsapevoli, le autocelebrazioni, la perpetrazione con altri stili del modello dominante.

Il mondo cambierà in meglio quando smetteremo tutti di essere approssimativi e indolenti e useremo consapevolmente con precisione le parole.

Solo allora la parola alimenterà l'agire.

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sabato 30 luglio 2011

muto

Stasera cambierei il giallo col nero, il suono con il silenzio, i pensieri con la carne, le parole con le pietre.

Annuso il deja vu, ma proprio appena appena, qualche traccia: molecole di feromoni inerti tra la polvere sul tappeto, di nuovo sospinte in aria da una folata di vento.

E, nonostante tutto, io sono l'animo cupo che è orgogliosamente solo, sono il suo "malgrado", sono il crepuscolo, l'imbrunire, la notte che spaventa, l'alba che non arriva mai.
Sono le parole che rotolano e travolgono e non lasciano scampo, quelle che poco fa ho permutato con sassi.

Sono i lavori in corso dentro la mia vita, buchi lasciati dal tempo.
Sono erba che cresce ai bordi dell'asfalto, sono i ricordi di Smirne, sono una antica città morta che rinasce di notte, sono l'alba che arriva, infine.

Sono l'umidità del mattino che bagna i piedi e rinfresca.

Sono il cambiamento: già pronto a cambiare àncora.

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venerdì 29 luglio 2011

come un cadavere vivo

Anche i morti contribuiscono al PIL.
Lo fanno sia da neo-morti (funerale, cassa da morto (ehehehe appunto), lapide, annunci, fiori, telegrammi, prete etc.) sia da esperto estinto di lunga data (mautenzione delle tombe, fiori, visite al cimitero etc.).
Ogni cadavere, dalla sua nascita (come cadavere, ossia dalla morte come individuo) alla sua morte (coma cadavere, ossia quando nessuno, burocrazia compresa si ricorderà di lui/lei, ma forse anche oltre) "muove" sicuramente (almeno) qualche migliaio di euro.

Ahhh...che figata!
Vivo in un mondo che misura il proprio benessere contando i morti, i feriti, il tempo delle ambulanze in strada, le cure per chi si è beccato un cancro, gli psicofarmaci che tranqullizano un terzo della popolazione occidentale, i chilometri di asfalto gettati, i quintali di cemento impastati, i milioni di metri quadrati di terreno fertile evaporato, le pallottole sparate dagli assassini, le bombe esportate per scopi umanitari.

E' tutto uguale, non c'è misura della qualità, non c'è bene e non c'è male: le ore di lavoro del medico pesano nel PIL quanto quelle del boia.

Non voglio essere misurato per quello che produco, per quanto tempo lavoro, per quanto denaro guadagno, per quanto consumo, per le risorse che brucio.

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martedì 26 luglio 2011

contro la desertificazione delle menti

Ci sono penseri che vanno serviti freschi, meglio se appena germogliati.
Altri invece vanno coltivati e lasciati maturare a lungo prima di essere condivisi.
I pensieri non si buttano via, se proprio non si sa come usarli si mettono da parte per momenti futuri.
Occorre avere menti fertili, occhi aperti, orecchie tese e cervelli allenati, non dormire, stare in guardia, rimettersi in discussione, cercare sguardi nuovi e nuovi punti di osservazione, nuove persone, altre visioni, mischiarsi, scavare, rotolarsi nella polvere.

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domenica 24 luglio 2011

domani

Il tempo appesantisce i pensieri, appanna i riflessi, raggrinzisce le idee, incancrenisce i comportamenti, cicla ad infinito le esperienze.
Infine tutto si riconduce ad un solo unico punto e il pensiero, il riflesso, l'idea, il comportamento e l'esperienza sono una sola unica totale comune non esistenza.
Ciononostante, fino all'ultimo respiro, fin che c'è fiato, ruggisce la rabbia, esplode, da dentro, e scalcia e scalpita e non si rassegna.
Diventa lucida e feroce perchè non c'è niente da perdere.

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giovedì 21 luglio 2011

carlo

Passano sul net e sulle tv immagini di Genova dieci anni fa.

C'è un fratello più piccolo, in braghe e canotta, riverso per terra.
Ci sono mio figlio, o mia figlia, un filo di sangue e di bava all'angolo della bocca, gli occhi che guardano e non vedono, lo sguardo che si spegne, il respiro che si ferma, l'anima che evapora.

Cosa avrà pensato, che domande avrà fatto, qule stupore o angoscia o meraviglia c'è stata a quel capo del filo?

Quel giorno, qualche italiano ha applaudito, qualcuno ha distolto lo sguardo, qualcuno ha lasciato la sua indignazione da spiaggia sul banco del chiosco, dimenticata vicino al bicchiere di birra.

Poi, come sempre, il tempo cambia i ricordi e gli eventi, la storia viene riscritta, noi scivoliamo dietro la linea d'ombra e non siamo mai esistiti.

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martedì 19 luglio 2011

che si deve fare

Scrivo del tempo che passa e intanto il tempo evapora.
E' così che mi trovo da solo: di quella solitudine che non mi piace.
Non la solitudine cercata per parlare con gli altri me.

Io da una parte.
Famiglia e gli amici dall'altra.
E un cuore inaridito.

Ricordi e sorrisi.
Mi piacerebbe sentire il mio cuore palpitare per pensieri che affiorano che con le parole non riesco a dire.

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domenica 17 luglio 2011

per imparare

Se arrivasse la tempesta di sabbia, che oscura il cielo e porta con sè le cavallette e le rane e toglie il respiro, se sorgesse dal mare l'uragano e facesse ricadere i pesci sopra la mia testa, se l'acqua coprisse la terra e restassi aggrappato ad un tronco, se il terremoto smuovesse la terra sotto i miei piedi, sarebbe bello sopravvivere abbastanza a lungo senza provare paura, per assaporare la meraviglia, per spalancare gli occhi stupiti, per vivere un solo minuto di consapevolezza.

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venerdì 15 luglio 2011

vedrai vedrai

In sottofondo brusìo televisivo.
Accento televisivo-romanesco.
Insopportabile.

Girando attorno a due pensieri, mi avvito.
Un po' di silenzio pleaze.
Stavo pensando, prima di essere distratto, e a dirla tutta, sono anche stanco di pensare per il cazzo.

Agli umani piace il rumore.
Ci si annegano dentro e vi annegano i propri vuoti.
Vuoto di pensiero, vuoto di sentimento, vuoto di volontà, vuoto di coraggio, vuoto di vuoto come una marca kitsch di vino.
In questo posto qua, il vuoto si fà spazio.
Fastidio.

Sarò il sassolino che ferma l'ingranaggio che fa girare il motore che fa viaggiare la macchina che vorresti guidare.

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mercoledì 13 luglio 2011

Il governo, la borsa e io.

Supponiamo di essere in tre: tu io e un tizio.

Supponiamo che tu mi dia una sberla, in nome della nostra amicizia (?!!?) e che il tizio applauda.
Poi supponiamo che tu me ne dia un'altra, in nome del comune benessere, e che il tizio applauda di più.
Poi supponiamo che tu me ne dia una terza, in nome di un futuro migliore.

Supponiamo che il tizio cominci ad esaltarsi e a un certo punto ti chieda di darmi sberle con una certa costanza, per salvare la barca che affonda e la vita di tutti, magari provvedendo ad aumentare la dose ogni certo tempo che passa.

Che dovrei pensare?
Sicuramente nè tu nè lui siete miei amici.
Sicuramente sarei un coglione a farmi prendere a sberle.

O no?

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sabato 9 luglio 2011

naufragio

Guardo la faccia segnata da rughe e gonfiori, barba lunga e sguardo vacuo dietro il basculante delle palpebre.
Nessuno mi aspetta, non devo niene a nessuno, nessun impegno, nessun programma mattutino, pomeridiano o serale.
Eliminati gli orpelli sociali, nemmeno mi vesto o mi lavo, lascio che il tempo, trascorra in mutande senza di me.
Sono fermo, immobile nel mare latteo del caldissimo nulla.

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venerdì 8 luglio 2011

come se piovesse

La pioggia porta il silenzio
lava via il rumore dalle orecchie
spegne l'odio, la calura e il sudore
sciacqua le voci flautate degli imbonitori da sagra
dilava i rifiuti
dilegua gli stronzi (che ci lascino in pace!)
rinfresca l'aria
fa crescere l'erba.

Che piova perdio!

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slow down

C'è un periodo, o due o tre, della vita in cui si corre così veloci che la propria ombra non resta attaccata al piede.
Si corre tanto (e tanto velocemente)da immaginare che la morte non riuscirà a raggiungerti.

Così veloci che la vita si muove all'indietro portandosi appresso tutto quello che amavi, hai amato, apprezzato, pensato, detto, benedetto.
Corri mangiando, corri da fermo, corri seduto, corri dormendo.
Sogni di correre. Pensi che devi svegliarti e rallentare e corri a svegliarti e ti svegli di corsa e corri via.

E così, a un bel momento, ti rendi conto che hai corso, hai corso tanto che nemmeno i tuoi pensieri ti hanno seguito, le parole che hai detto sono rimaste indietro e non le vedi più e non le ricordi più.

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domenica 3 luglio 2011

senza retorica

Uno - Difendere la terra non è un crimine.
Vedo i telegiornali e l'informazione nazionale sbattere e montare la tiritera su: black blok, violenti, antagonisti, militantideicentrisociali, anarco-qualchecazzo-isti e qualsiasi altra fashion-sigla-del-momento si voglia appiccicare addosso a chi si oppone alla società della devastazione.
Nelle teste e nei cuori di chi è andato ogg in Val di Susa a riconquistare un pezzo di terra rubato, ci sono convinzione, tensione morale, pensiero politico e interpretazione dello spirito del tempo che, in modo analogo animò i ventenni del 43.
Questi ragazzi dai 4 ai 90 anni, sanno che se le cose vanno fatte da sè perchè nessuno la fa al posto tuo. Chiamarli criminali è da criminali.

Due - Continuano a non voler capire.
Dei politici di destra non me ne frega un cazzo. Dò per scontato che siamo su sponde opposte. Quelli di sinistra invece devono solo vergognarsi per voler cavalcare i movimenti quando i partiti sono deboli e in stato di necessità e poi stare inevitabilmente sempre dalla parte dei forti quando si sentono aappena appena meglio. Non hanno capito dove andrà il mondo. Non vedono il fuoco greco che sta per bruciare (se non oggi presto)l'Europa monetaria; non sentono l'aria fresca che invoglia le persone ad uscire dal calduccio di merda in cui sono state relegate per anni di rincoglionimento nazionale.

Tre - Ognuno parla per sè.
I movimenti non hanno padroni nè portavoce.
Grillo è nessuno.
Approfittiamo della sua visibilità per essere visibili, ma ricordiamo sempre che di lui si può dire che votò Berlusconi. Di noi no.

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domenica 26 giugno 2011

complimenti per il buon gusto

Ho già scritto che dalla finestra di camera si sentono i suoni della pianura come ad averla dentro casa.
L'onda sonora sale verso l'alto purtroppo, e quindi anche l'orchestra di liscio che stasera intrattiene i miei compaesani, si da da fare per sfondarmi le orecchie e far girare i marroni.
Sopporto come si sopporta una seccatura, un vicino innocuo ma molesto, un male di stagione.
Mi chiedo tuttavia cosa spinge i suonatori a lanciarsi con basso, tastiere, chitarra, voci e tanto di batteria in rivisitazioni ketchup della Turandot.
Ma, perbacco, dico io, tra il fumo del fritto e le ciambelle oleose e lo zucchero filato rosa, non ci si può acconentare di musicare rime baciate e cantare dell'amore in barchetta e delle mamme che piangono sempre?
Non sarebbe preferibile acconentarsi di rovinare le poche canzoni decenti della muscia leggere italiana tipo.....al momento non me ne viene nessuna...?
Occorre proprio saccagnare in questo modo il povero Puccini?

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mai stati bambini?

Il bambino ingiuriato, piange, scalcia, esplode, urla la propria rabbia, strepita. Deriso, impotente, giace ancora sul lato sbagliato della vita. Per questo giura vendetta.
Un giorno sarà abbastanza cresciuto per farla pagare ai grandi, grandi per niente, agli stronzi mentitori raccontafrottole.
In quel momento tutto l'universo è odio: non c'è colore, non luce, non via d'uscita, ma odio, maledizioni e rabbia immensa.
Passa il tempo, i giorni, i mesi, gli anni e l'ira si stempera, la rabbia si affievolisce, il bambino non è più bambino: adesso giace sul lato sbagliato della vita, assieme ai grandi, grandi per niente, agli stronzi mentitori raccontafrottole.
Il bambino si sveglia nel corpo di un grande, grande per niente, mentitore, stronzo, cacciapalle.
Per un attimo il grande, grande per niente, prova rabbia, scalcia, si sente ingiuriato, deriso, svilito, per un istante ricorda.
In quel moneto l'universo è un lampo di odio e rabbia.
Tutto nasce da lì.

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venerdì 24 giugno 2011

qual

Ho bruciati i trucchi, ho scartato gli incipit, ho sentito frasi pensate altrove da altri, ho letto da estraneo pensieri estranei di estranei, mentre andavano in direzioni opposte alla mia, al lavoro, a divertirsi, a lasciar passare il tempo in un parco seduti su una panchina, a passeggio la domenica in un centro commerciale, avanti e indietro a guardare le vetrine ma almeno fa caldo e non tocca di stare in casa davanti alla scatola della cacca colorata parlante, perchè in effetti, a pensarci, qualcosa di peggiore possiamo sempre trovare per consolarci di essere nella merda.

Non ho barattato niente di me per un capo griffato, per una macchina o chissà che altro di inutile, anzi ho resistito e ribattuto una sberla alla volta ad ogni sberla ricevuta, perchè la guancia vaffanculo, la guancia porgila tu.

Eppure meglio lasciarsi dietro, alle spalle, invisibili, questi giorni e le mattine che li seguono senza percezione della differenza, che ieri era il giorno prima e il giorno che è seguito è ancora ieri.

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veri cuul

Guarda queste pesche che forma che hanno.
Schiacciate ai poli come non avevo mai visto.
Sono eccentriche, sono strane, si vendono meglio, non sanno di niente, vanno di moda.

Mia nonna aveva un albero di pesche pelose, piccole e amare.
Non ricordo adesso se il pesco era alto perchè noi eravamo bambini, ma il sapore amarognolo e dolce quelle pesche piccole e pelose mangiate seduti sui rami o raccolte da terra, che niente si butta e niente fa schifo, me lo ricordo bene.
Non mi è mai più capitato nel seguito di questo passaggio inutile sulla terra, di trovare pesche così e mi chiedo se quell'albero fosse l'unico albero o l'ultimo superstite di una razza di peschi sbagliati, troppo piccoli, troppo pelosi e troppo amari per essere cool.

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domenica 19 giugno 2011

manca solo viva la foca

amisciii padaniii sprrrutt...noi sce l'abiamo dürooo e persciò chiediamo quasdro miscteri al norrrd...e la riforma fisscale...e i negher..brooot..fö ra dai bal...e i cuminisctiii son curnuti.....spruut..è colpa dei terroni...vogliamo...sprut...magnare anche noi....bona lè..ciapa sü el panetun e scapa via....secessiun...berssciiani curnuto anca lü...va da via el cü....sciaf sciaf buuurp....mi go paüra de nisüun...

bo-ssi bo-ssi bo-ssi bo-ssi!

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sabato 18 giugno 2011

che fiato!

Lo dico chiaro per farmi capire bene: se CISL e UIL minacciano scioperi e ricorsi alla piazza, vuol dire che si stanno cagando addosso.

E' bastato un venticello primaverile, un'annusatina all'aria che tira per vederli cercare una via di fuga dalla situazione di connivenza in cui si sono cacciati.

E mentre si agitano nella ricerca, lasciano colare la merda di cui si sono nutriti per anni, quando ci raccontavano che le porcate e gli "accordi" fatti e i SISSIGNORE detti arrogandosi il nostro nome erano per il nostro bene e "per il paese".

"Riforma del fisco o sciopero!"
Ahahahahaha: mi sbellico dalle risate: cercano di imbrogliarci un'altra volta, vogliono saltare dal carro del perdente.
Lo stanno facendo loro e lo fa anche la lega nord.

Dimenticano che chi si è nutrito di merda ha l'alito pesante.

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venerdì 17 giugno 2011

Incattivito

Immagina di avere due capi.

Il primo racconta barzellette che non fanno ridere, ti palpa il braccio con stretta da polipo per zittirti e parlare al posto tuo, dicendo peraltro cose imbarazzanti  che l'occasione non permette di smentire , invade il tuo spazio intimo con la sicumera del padrone e il sorriso compiaciuto, si circonda di servi e ti tratta da servo.

Il secondo invece di parlare, o emette suoni incomprensibili, o si esprime a gesti quali il manico di ombrello, le corna, il pollice verso, enuncia raffinate analsi politiche quali: "stronzo" o "fora dai bal" o "a casa".

Ecco, tu che hai un po' di amor proprio, immaginati in quelle condizioni, pensa quanta bile dovresti ricacciare in gola in attesa di tempi migliori, pensa a quanti rospi dovresti ingoiare, pensa quanto incazzato saresti.

E' probabile che tornato a casa picchieresti la moglie o il marito o i figli o anche tuo papà o tua mamma per la rabbia e la frustrazione: come si fa quando da incazzati si spaccano i piatti.

Adesso immagina di essere minstro dell'interno e di avere a portata di mano, anzichè la tua famiglia, qualche migliaio di profughi e di migranti su cui accanirti...

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martedì 14 giugno 2011

lo scudetto


Martedì post-referendum.

Rrrrrridacchio nel vedere i  servi, che non riescono salire sul carro del vinctore,  prendere le distanze dal padrone.
C' è uno più grasso che urla: "l'avevo detto io!".
C'è un altro con la bava alla bocca; fa fatica, ma riesce a gridare: "cornuti!".
Qualcuno si è messo in disparte, e qualcuno è mandato a offrire il petto al fuoco nemico.
Qualcuno ancora stasera insiste nel dire che quel che è successo non conta niente.
Qualcuno, all'ultimo minuto ha capito che aria tirava e si è smarcato, salvando la faccia e forse anche il culo.

Ridacchio e ridacchio ancora. 
Ridacchio nel risveglio italiano dopo la sbornia da privatizzazioni e svendite del patrimonio collettivo durata più di venti anni.

Il messaggio è stato chiaro: non vogliamo la vostra visione del mondo e non vi vogliamo (fora di bal!).
 
E tu consolati, ti resta pur sempre lo scudetto...

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giovedì 9 giugno 2011

valore

Non do importanza al denaro, non ai beni materiali, non al possesso delle cose nè delle merci.
Non desidero possedere più di quel che mi serve per vivere con dignità e qualche volta, se posso, anche con agiatezza e perfino con qualche lusso.
Non provo piacere nel misurare la mia statura con la quantità di beni che sono in grado di accumulare.
Non mi appaga nutrire bisogni indotti con OGGETTI SEMPRE NUOVI (il maiuscolo vuole rappresentare l'ULTIMO GRIDO).
Non mi piacciono le automobili (tranne la FIAT 127 5 porte verde metallizzato della mia infanzia), non amo le moto, non mi piacciono le bambole gonfiabili nemmeno se apparentemente vive.

Praticamente, dal punto di vista della società in cui vivo da sempre sono inutile perchè ho "rinunciato" a combattere contro i miei simili per "migliorare" la mia posizione economica e di conseguenza non aiuto la "crescita", non "faccio girare l'economia".

L'errore di fondo è evidente: per decenni si sono associati i concetti di benessere, progresso e felicità con la ricchezza e il possesso di beni materiali. Per decenni questa associazione ha retto il modello di valori della società, col risultato che oggi il livello di infelicità, insicurezza e paura dei nostri simili ha raggiunto il massimo da quando io ho memoria.

Oggi però, spero di non sbagliarmi, un seme sta germogliando.
Sempre più persone si rendono conto che la loro propria personale felicità non è rappresentata dal paradigma descritto sopra.
Nuove parole stanno circolando a veicolare idee e modi di essere: sobrietà, ambiente, naturalità, consapevolezza, condivisione, comune.

E' vero, è falso, è un'illusione? Non lo so, ma sono convinto che oggi ognuno di noi è chiamato a essere libero e che la libertà è contagiosa.

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mercoledì 8 giugno 2011

non si butta via niente

La mattina, andando al lavoro,  ascolto la rassegna stampa su RADIO3.
Quando il conduttore è particolarmente noioso, come questa settimana, mi tocca saltellare qua e là sulle fequenze,  per non riaddormentarmi alla guida.

Stamane una nota radio confindustriale trasmetteva le parole di un certo Oscar Giannino, noto gagà egocentrico che veste come Gastone Paperone e che vanta diversi Master in economia (siamo a posto!!).
Sono stato folgorato da una domanda che l'emulo del fortunato papero ha posto.
Non ricordo il merito della questione, ma la forma è stata eccezionale.
Una domanda formata da uno o più periodi lunghissimi  e punto di domanda.

Mumble mumble mumble......

Alla fine ho capito come funziona:
a) si pensa una puttanata
b) la si articola come sopra esposto
c) la si rilegge
d) ci si accorge che è una puttanata
e) essendo pagati per riempire vuoti di tempo e di cervello, non la sibutta via, bensì ci si aggiunge un punto di domanda finale.

Come esempio ecco uno stralcio di editoriale dell'emulo a cui aggiugo io il punto di domanda.
Ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i sitieleagenzie italiane harnno iniziato a diffondere notiziesull`allarrne nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone, ci consegna una nuova conferma del fatto che, in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissirni, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericol i per ambiente epopolazioneproprio l`impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello vericatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche?

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lunedì 6 giugno 2011

servi da sempre

Sono fatti così.
Sono brutti, sono meschini, guardano le cose e non le vedono.
Non si immedesimano, non capiscono, non si preoccupano di capire.
Hanno la loro verità e il loro scalino su cui salire e pontificare.
Non parlano, predicano.
Non razzolano e se razzolano, razzolano male.
Si mettono davanti a te quando c'è da guadagnare
Sono dietro di te quando c'è da dare.
Non dividono i meriti, ma le persone.

Disegnano teoremi e complotti e dipingono le prove a supporto.
Dispensano licenze e angoscia, paranoia e inquietudine.
Sono pieni del niente e come niente spariranno.
Non c'è evidenza che serva per questi servi.
Che importa? Ai servi non si fa cambiare idea.

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domenica 5 giugno 2011

siamo qui

Chimica: siamo chimicamente attivi, predisposti e bramosi.

Siamo il risultato di ghiandole che secernono sostanze per il cervello: sinapsi si connettono in circuiti piacevoli o in incubi.

Il tempo va veloce, corre.
Corre tanto che, un giorno vissuto un mese fa sembra lontanissimo mentre invece i dieci anni lasciati alle spalle dieci anni fa, sembrano dietro la porta attraversata ieri (appena ieri).

Percezione e ricordi stimolano a loro volta altre ghiandole a produrre sostanze che chiamiamo speranza o disperazione o solo noia o amore in qualche raro caso, ma anche ansia o distacco con cui guardiamo al mondo fuori, senza pensare che non c'è mondo fuori, ma solo nella nostra testa, fabbrica e laboratorio chimico di combinazioni di ormoni e sostanze che i recettori, facendo il loro lavoro, recepiscono.

Siamo già dentro la matrice, lo siamo da sempre.

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mercoledì 1 giugno 2011

figli

Ricordo una notte,
col vento dal mare,
la terrazza d'albergo che dà sulla piazza e mia figlia, a sei anni.
Restammo a parlare fino a tardi noi due.

Ricordo un bambino.
Io che lo vesto e mentre lo vesto canto una canzone.
Allora fumavo ancora e avevo la voce arrochita.

Ricordo una stanza in inverno,
l'assenza infinita,
gli strappi mai ricuciti
gli occhi svuotati
i vuoti impagliati.

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martedì 31 maggio 2011

incubo

Anziano (ex occasionale) tossico spiega mie mancanze biascicando impastate banalità lette ingannando attessscche diarroiche di pusssscher infami.
Manca solo che mi vomiti addosscho e siamo a posto.

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lunedì 30 maggio 2011

non conto un cazzo ma voglio fare il capo

Ci sono persone che nascono per fare il capo.
All'asilo sono già capetti.
A scuola hanno 10 in capietà e all'università eccellono nei corsi di liderismo che, come si sa, fanno parte dell'"offerta formativa" di tutte le facoltà.
Al primo colloquio di lavoro alla domanda: "cosa sai o vuoi fare?" rispondono sempre "beh...intanto son capo, del resto possiamo discutere".
Nel seguito della carriera, pur non essendo privi di capacità, costoro sono molto abili ad impadronisrsi di idee, lavoro e meriti altrui spacciandoli per propri.
Scopo principale del capo è alimentare e facilitare la crescita del proprio ego.
Quando egli ne è impedito, diventa pericoloso a causa del veleno che sparge attorno a sè e della rabbia furiosa che lo assale.
Non di rado, in tale contesto, si assiste a reazioni inconsulte ove il soggetto colpisce alla cieca a destra e a manca in totale assenza di lucidità.

Attenzione: se vi lasciate coinvolgere i vostri sforzi rischiano di portare, come risultato, solo merda calda.
In questi casi, l'unica reazione sensata è ignorare il soggetto in questione.

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martedì 24 maggio 2011

facile

250.000 euro di multa a TG1 per i comizzi illegali di B.
Soldi nostri.
Son tutti finocchi col culo degli altri, ma gli italiani lo sono anche col proprio.

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domenica 22 maggio 2011

coglione

Ieri sera, nel parcheggio dietro il teatro, ho sentito un coro di voci cantare in arabo.
Dalle finestre aperte, come fumo, come nebbia, spirali di nostalgia mi hanno avvolto.

Nord Africa, riva del mare, avevo un nome diverso, era un'altra vita.
La shisha e la birra.
La carne di agnello.
Parliamo in francese e italiano e non so se ci capiamo.

Tempeste di sabbia che ingrigiscono il cielo e, per estensione, nostalgia delle nebbie del nord, di cieli brillanti del sole pallido e del caldo accecante di fine giugno.

Mi muovo.
Cammino godendo di questo stato di grazia.
Salgo in macchina.
La radio è accesa.
"La moschea più grande d'Europa".
"Zingaropoli".
"Il cancro comunista".
"Devasteranno il cuore di Milano".
"Noi siamo oltre: Moratti o Pisapia sono uguali".

Ritorno per terra.

Il più coglione di tutti è quello che ha sempre ragione.

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martedì 17 maggio 2011

pausa

Ecco.
Finalmente a letto, rilasso le gambee la schiena, attacco XX in cuffia.
Intanto scrivo.
Venezia, Dubai, Bangkok, Honk Kong e poi un bus per Yantyan, si passa la frontiera.
La guida da sinistra si sposta a destra
Il volante da destra a sinistra, and you instead haven't to, bom, formiche contromano, due. Come va? caffè o the? The verde grazie.
Sono ghiacciato, fa un caldo becco
Nel taxi c'e aria condizionata configurata per l'ibernazione.
Temperatura da polo nord.
L'aria fredda colpisce la gola ("domani sarò morto", penso).Rilassati, allunga ste cazzo di gambe, lascia che ricordi e pensieri si intreccino.
Rifletti. Il più è fatto e non sei da solo.
Il peso delle cose va condiviso.


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lunedì 16 maggio 2011

prospettive


La maggior parte di noi, ha di sè un'immagine migliore di quella che vedono gli altri.
Pochi altri invece, si percepiscono peggio di come sono.
Per avere la giusta visione ci si può  immergere e risalire e introdurre, con timore ma senza finzioni, dentro il punto più interno del proprio cuore di tenebra.
Quel che ne viene può solo essere meglio, qualunque cosa sia il meglio.
Nemmeno gli imbecilli dovrebbero racontare buige a sè stessi.




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venerdì 13 maggio 2011

impossibile riposare

Pensavo qualche giorno fa: "bisognerebbe fermarsi e tirare il fiato".

Poi qualcuno ha postato un link di un blog chiuso: "le sconfitte vanno accettate" dice la frase di benvenuto.

Mentre leggevo, pensavo:
"anche io non ho più energia, progetti andati, sconfitte incassate, prego pagare alla cassa, non sono capace, non ci vedo bene e alla resa dei conti, alla resa dei conti dico, non sono in grado di reggere neanche me stesso, ho perso la rotta, è ora che qualcun'altro conduca la barca, prego mettersi in coda e prendere il resto".

Ho trascurato il blog, che è come dire ho trascurato me stesso. Perchè, è evidente, questo blog, queste cose che scrivo, è evidente da come mutano nel tempo, che danno l'immagine di come cambio io nel tempo.

MutaAzione costante.

Ma mentre scrivo di me, di come sento, di cosa ho pensato, can del porco, sento salire dal piano di sotto, dalla tv, dall'arma fine di mondo, le parole del nano pelato ghiacciato asfaltato e tanto basta....

Nervoso e incazzatura, accidia e disprezzo.
Possibile che arrivi anche qui a spezzare le mie riflessioni?
Ma lasciami in pace...che cosa devo fare per non vederti più? Possibile che questi pessimissimi (ne conosco altri con un giganteschi ego da stronzi) non riescano a lasciarmi in pace? ma che hanno? che ho fatto di male?

E mai una gioia, mai che mi svegli al mattino e trovi un titolo di giornale che li dà per dispersi nel canal di Sicilia....mai...

vaffanculo..

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venerdì 6 maggio 2011

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole


Quello che non ho sono le mani in pasta
quelo che non ho è un indirizzo in tasca

quello che non ho sei tu dalla mia parte

Quello che non ho è di fregarti a carte
 
quello che non ho è una camicia bianca
 
quello che non ho è di farla franca

quello che non ho sono le tue pistole

per conquistarmi  il cielo
per guadagnarmi il sole
  
quello che non ho è un orologio avanti

per correre più in fretta e avervi più distanti

quello che non ho è un treno arrugginito

che mi riporti in fretta da dove son partito

quello che non ho è questa prateria


per correre più forte della malinconia


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giovedì 5 maggio 2011

al di là di ogni possibile sintesi

cava e metti, metti e cava, cava e metti
questo post nasce così
il massimo della sintesi possibile

grunt

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domenica 1 maggio 2011

chi sono costoro, che cazzo vogliono da me?

Ma se io devo, per ottenre un risveglio, un rigurgito, un sussulto, un singhiozzo, un'alzata di sopracciglia, se io devo per avere una sola delle cose dette in precedenza, se devo fare affidamento su celentano o su grillo e se il fatto quotidiano da due giorni si fa le pippe su celentano, ma allora, ma andate affanculo anche voi del fatto quotidiano, voi e il vostro celentano, che, vi ricordo, è un cantante e grillo, lo ricordo è un comico che urla dentro un microfono e dice in continuazione zombie, morti e vaffanculo, mentre celentano, lo ricordo, che ha una paresi espressiva e canta canzoni di merda va beh a me non piacciono ok? possono non piacermi? ah bon allor posso dirlo che non mi piacciono? ok, non mi piace celentano e le sue canzoni, ma questo non centra niente col fatto che non ho bisgono di celentano per sapere cosa fare per il referednum e se un paese, se una nazione deve afidarsi a clentano e grillo, un cantante e un comico, beh allora ma vaffanculo nazione del cazzo,

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Pittori


Col tempo il muro si sporca,
i bambini ci disegnano
altri ci appoggiano mani e cose
la muffa, sta stronza, si attacca agli angoli.

E poi, diciamolo, il tempo passa
e anche la tinta non tiene più,
crepa, sbiadisce , na volta era meglio.
Chiama il pittore va, serve na man de bianco.


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sabato 30 aprile 2011

pensieri sciolti e pensiero corto

Il territorio in cui l’individuo si trova a vivere (per scelta, per sfortuna o per caso), non è solo una superficie sulla quale appoggiare manufatti e installazioni, ma un ecosistema complesso che nel corso del tempo ha indubbiamente subito trasformazioni naturali e artificiali. Questi cambiamenti, però, fino a poco tempo fa, non ne avevano distrutto la “naturalità.

Esiste una relazione naturale stretta tra territorio (ecosistema),e individuo.
Quando ci penso, è naturale, per me, immaginare l’individuo inserito nel suo contesto territoriale sia (esso contesto) più grande come il mondo intero o più piccolo come un villaggio in un posto qualsiasi del pianeta.
Questo è il legame che immaginerei in modo spontaneo: l’uomo che vive dentro l’ambiente e lo influenza e ne è consapevole, antropizza il territorio, ma in modo naturalmente adeguato.

Purtroppo, il pensiero corto, non riesce ad immaginare un legame nel quale la relazione sia di appartenenza, mutuo sostegno e interazione positiva.

Il pensiero corto immagina solo relazioni di dominanza-sudditanza.
L'ambiente "al servizio di".

Quando va bene l'ambiente è al servizio del cittadino, ma molto più spesso, dice il pensiero corto, l'ambiente è al servizio di chi pensa corto.

Il pensiero corto, immagina individuo, ambiente e territorio come risorse da consumare.

Milioni di ettari di foresta e terreno agricolo, per non parlare delle coste, dei mari e degli oceani vengono consumati per sempre in nome del cemento, dell'industria, dei mangiatori di carne industriale, dei produttori di combustibile "ecologico", dei mangiatori di mammiferi marini, per permettere a tutti di sognare (sognare, si badi bene) di possedere sempre di più e diventare come chi induce questi sogni.

Milioni di vite vengono consumate in continua instabilità, in perpetua migrazione, in ininterrotta marginalità, in precaria condizione di lavoratore-consumatore alla ricerca di inesistente spazio e finto benessere.
Sono le risorse umane di un sistema inumano dove il singolo non conta un cazzo e i padri caricano i propri debiti sulle spalle dei figli e i figli pagano per avidi pigri padri pavidi.

Consumo, pigrizia, pavidità sono le parole chiave con cui decifrare la società del pensiero corto.

Ribelliamoci: diciamo le nostre parole chiave che sono sobrietà, azione, coraggio.
Andiamo contro e costruiamo il nostro modello.


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consuma coglione!

Milioni di vite in continua instabilità,
in perpetua migrazione, ininterrotta marginalità,
in precaria perenne condizione di lavoratore-consumatore alla ricerca
di spazio.

Sono le risorse umane di un sistema inumano
dove il singolo non conta un cazzo,
i padri caricano i propri debiti sulle spalle dei figli
e i figli pagano
per avidi pigri padri pavidi.

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mercoledì 27 aprile 2011

cosa ci vuole

Ansia interiore permanente
capelli che sfrigolano
dita elettriche
scintille
meraviglia
impazienza
sonni agitati, vividi
qualche incubo
lacrime e sentimenti
voglia di condividerli
riconoscenza
consapevolezza.

Odio caldo con salsa di fragole e vino.

Qualcosa che brucia, ci vuole!




 

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domenica 24 aprile 2011

nani sulle spalle di nanetti

Guarda, eccola lì l'arroganza dell'ignorante che ripete senza aver capito, che paga per farsi raccontare frasi che poi sbaglia a citare.

Costoro non temono la propria incontinenza verbale, la diarrea di suoni biascicati con bocca sempre più impastata, la sguazzamelma di sorrisi e ammiccamenti, la torta di palta ricoperta da grevi sottintintesi e fastidiose toccatine sul braccio, come a dire:"io e tè ci capiamo..eh?...vero?...eh si lo so che ci capiamo".

Vaffanculo, tu, voi, a me non mi capisci, capite, manco per il cazzo.
Anzi, a me nemmeno mi devi, dovete, guardare, immaginare, pensare.
Io per voi sono e voglio essere un alieno
Io vi ho capito benissimo.
A voi non frega un cazzo di nessuno.
Voi volete che noi si mangi merda per poter avere sempre di più e morire ricchi.

Odio sì.
Rivendico il mio diritto a odiarvi.
Perchè vivere non è andare in giro a scagazzare, nani e nanetti di mmerda!

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