Territorio

Smrt fašizmu, sloboda narodu!







venerdì 10 dicembre 2010

non sono affari miei

Ieri ho assisitito ad un episodio di non convivenza civile.
C'erano questi ragazzi e ragazze. Avranno avuto 16 anni più o meno. Facevano un gran baccano. Lì per lì non mi sono accorto, ma ad un certo punto ho notato che gli schiamazzi erano qualcosa di più. C'erano due ragazze che si stavano picchiando di brutto. Mentre loro si picchiavano una serie di adulti passava, guardava e tirava dritto e mi sono reso conto che se non avessi fatto qualcosa si sarebbero fatte davvero male e che a nessuno fregava niente di quello che accadeva.
Così sono intervenuto, brandendo il cellulare, e ho minacciato di chiamare i carabinieri se non la smettevano.
Nonostante i ringhi che mi hanno lanciato, ho avuto l'impressione che non aspettassero altro che questo: un adulto che intervenisse per dividerli, per dare la scusa a tutti di smetterla senza perdere la faccia.
Due ragazze sono entrate nella porta dove stavo andando io e il resto del gruppo (quasi tutte ragazze) è andato via.
Una delle ragazze era quella che le stava prendendo e così, mi sono avvicinato, le ho messo una mano sulla spalla e le ho chiesto: come va?
Lei non mi guardava in faccia, ma in quel momento ho percepito tutta la sua frustrazione e quando poi mi ha guardato ho visto gli occhi di mia figlia al posto dei suoi e ho pensato che se fosse stata mia figlia in quella situazione, avrei voluto che qualcuno intervenisse per aiutarla.
In quel momento sono stato contento di me.

1 commento:

  1. L'extr@comunitaria12 dicembre 2010 22:27

    Mi hai fatto tornare in mente i 3 lunghi, i 3 maledetti lunghissimi minuti in metropolitana.
    I passanti,tutti adulti...c'era chi nemmeno se ne accorto del rumore, del tonfo della caduta.

    Guardo negli occhi innocenti dei mei nipotini, spalancati per la paura, l'incredulità e la curiosità, quando racconto che son andata nel garage alla caccia di scarafagi.
    E temo per il loro domani.

    Penso a mia figlia che ha un bel pezzo di strada da fare per tornare dal lavoro.
    E temo, temo.
    Ho paura di questa paura perchè non la conosco e non so come affrontarla.

    C'è il TG...fiaccolate in piazza, lettere di solidarietà, fiori, speranza, sopratutto tanta empatia....

    La strada, la gente che si avvicina, passa, si allontana, cammina,...un viavai di forme, di colori, di suoni, di odori, gradevoli oppure vomitevoli.
    Ma le facce sono cupe, sguardi nel vuoto.
    Non riesco capire se vedono, se sentono, se....

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